22:42:48 26 maggio 2017
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10 anni dallo tsunami: il GUS e Specchio dei Tempi insieme “Per il suo futuro”

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Le bambine dello Human Solidarity Children Village del GUS e Michele
Le bambine dello Human Solidarity Children Village del GUS e Michele Bernacchini, project manager del GUS in Sri Lanka

A 10 anni dal terribile tsunami che ha colpito lo Sri Lanka, il GUS Gruppo Umana Solidarietà e la Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi lanciano la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Per il suo futuro” per le bambine vittime di violenza e abusi accolte all’interno dello Human Solidarity Children Village del GUS in Sri Lanka.

Le conseguenze devastanti dello tsunami
Le conseguenze devastanti dello tsunami

Era il 26 dicembre 2004 quando un terribile tsunami devastò lo Sri Lanka, cancellando in pochi istanti interi villaggi. La furia del mare causò la morte di oltre 30.000 persone e spazzato via 450mila abitazioni lasciando tra i sopravvissuti 838.000 sfollati. Di questi, 200 mila erano bambini.

Ad una settimana dallo tsunami, il GUS era in Sri Lanka per portare il suo aiuto alle popolazioni devastate dal maremoto, in prima linea nella gestione di un complesso intervento umanitario di emergenza. “È impossibile dimenticare la sofferenza e i disagi vissuti dalla popolazione in quei giorni, 10 anni dopo il ricordo di quella tragedia è ancora vivo nella nostra mente e nei nostri cuori – dichiara Giovanni Lattanzi, responsabile della area Cooperazione internazionale del GUS – ma oggi possiamo dire che chi ne ha pagato le conseguenze maggiori, in termini di trauma psicologico, sono stati principalmente i bambini e gli adolescenti”.

Le bambine dello HSCV
Le bambine dello HSCV

A distanza di 10 anni il GUS è ancora in Sri Lanka. “Passata la prima emergenza, abbiamo deciso di dare continuità al nostro impegno e alla nostra presenza, perché abbiamo toccato con mano che i bisogni della popolazione si erano trasformati, ma non erano scomparsi”. In particolare, la situazione dei minori era ed è tuttora estremamente delicata: 1 bambina su 3 al di sotto di 5 anni è vittima di abusi sessuali. Fatto ancora più drammatico è che tali abusi si consumano all’interno delle famiglie nel più totale silenzio e tacito consenso familiare e sociale, essendo la violenza utilizzata e accettata come strumento di controllo, soggezione e coercizione dell’universo maschile.

Il dato ancora più allarmante è che un numero molto maggiore di bambine si chiude in un doloroso silenzio, rimane drammaticamente nell’ombra e non denuncia gli abusi subiti a causa di una cultura che accetta l’abuso e di un sistema giudiziario che non garantisce protezione e tutela alle vittime, nella totale incapacità di gestire il problema e trovare soluzioni adeguate per il recupero e l’assistenza delle vittime.

Senuri e Vadinee, due  bambine accolte nello HSCV
Senuri e Vadinee, due bambine accolte nello HSCV

“Di fronte alla sofferenza di quelle bambine, minate nel loro senso di identità e sicurezza e prive di ogni forma di protezione e tutela – continua Lattanzi – non potevamo rimanere indifferenti, non potevamo far finta di nulla e andare via supponendo che tutto fosse tornato alla normalità. Sentivamo di dover fare qualcosa, era nostro compito adoperarci per far si che a queste bambine fosse garantita sicurezza, dignità e un futuro migliore”.

Di fronte ad un dramma di tale portata umana, il GUS ha deciso di agire a favore dell’infanzia violata e, grazie al prezioso e costante supporto de La Stampa – Fondazione Specchio dei Tempi, ha dato vita nel Distretto di Matara allo Human Solidarity Children Village, un villaggio che dà accoglienza e una vita dignitosa a bambine e ragazze dai 5 ai 18 anni vittime di abusi, violenze, sfruttamento, abbandono e maltrattamenti di ogni tipo.

Il dramma dell’abuso infantile è purtroppo strettamente legato all’emancipazione femminile, importante strumento di difesa e il motore del cambiamento e del progresso dello Sri Lanka.

Kumari
Kumari

“Crediamo che rafforzare sin dall’infanzia l’autonomia e le competenze delle bambine e ragazze, accrescere la fiducia delle loro capacità e la consapevolezza di essere titolari di diritti inviolabili – conclude Lattanzi – significa favorire l’emancipazione femminile e sostenere la comunità nel suo complesso, significa contribuire a costruire un futuro migliore, per tutti”.

Per rimanere aggiornati sulla campagna si può visitare il sito www.perilsuofuturo.org, la pagina FB del GUS https://www.facebook.com/gruppoumanasolidarieta , e seguire l’hastag su Twitter #perilsuofuturo

 

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