10:37:59 24 giugno 2017
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Azioni concrete subito! Il GUS scrive al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

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Naufragio migrantiL’ennesima tragedia si è consumata a largo delle coste libiche: tra le 700 e 900 vittime sono morte nel nostro mare. Il Mediterraneo si macchia ancora una volta del sangue di uomini, donne e bambini in fuga da guerre e persecuzioni che, nella speranza di trovare rifugio e protezione altrove, hanno invece trovato solo una triste ed ingiusta morte.

Questa tragedia è inaccettabile e ci lascia sgomenti, il dolore prende il sopravvento sull’indignazione, allo stesso tempo però non possiamo rimanere inermi di fronte alla morte di migliaia di persone che erano solo alla ricerca di una vita sicura e dignitosa e ancor di più all’idea che episodi come questo rischieranno di ripetersi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se non verranno attuate misure adeguate.

Chiediamo all’Italia e all’Unione europea di rispondere subito con azioni concrete e di farsi carico con la massima tempestività di questa situazione che rappresenta un problema di tutti e non solo di qualcuno, di tutta l’Europa e non solo dell’Italia.

 

Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker

Al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano

Al Ministro degli Esteri e delle Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni

All’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini

 

Illustre Presidente,

di fronte all’ennesima immane tragedia consumata nel Mar Mediterraneo, in cui tra i 700 e 900 migranti hanno trovato una triste ed ingiusta morte rendendo il nostro mare un cimitero, e di fronte alle previsioni di nuovi sbarchi con il conseguente rischio che ciò possa ripetersi nei prossimi mesi, il GUS Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, ONG che da oltre 20 anni si occupa dell’accoglienza e integrazione di rifugiati e richiedenti protezione internazionale, non può rimanere inerme.

Come ONG che si fa portavoce e promotore dei diritti di rifugiati, richiedenti protezione internazionale e umanitaria, di uomini, donne e bambini che, costretti a lasciare i propri paesi a causa di guerre, violenze e soprusi perpetrati ai loro danni, auspichiamo che non solo l’Italia, ma l’Unione europea nel suo complesso si faccia carico con la massima tempestività di questa situazione che rappresenta un problema di tutti e non solo di qualcuno.

In particolare, chiediamo all’Europa una serie di azioni concrete affinché diventi protagonista di un processo di democratizzazione e stabilizzazione politica dei Paesi del Nord Africa e dell’area mediorientale, tra cui:

  • Attivazione di percorsi che diano la possibilità di chiedere protezione internazionale nei Paesi di provenienza, prima della partenza, e di indicare il paese di destinazione;
  • Attivazione di commissioni europee di valutazione dei requisiti e delle richieste di protezione internazionale nei Paesi africani dove sono rispettati i diritti umani e il contrasto al terrorismo e al traffico dei migranti ;
  • Apertura di corridoi umanitari per garantire un’immigrazione sicura, come strumento utile per contrastare i trafficanti di esseri umani;
  • Sospensione dell’operazione Triton di Frontex in quanto mero strumento di pattugliamento e controllo delle frontiere e non di salvaguardia di vite umane;
  • Attivazione di un’operazione Mare Nostrum Europeo che coinvolga “obbligatoriamente” tutti i Paesi membri dell’Europa a prestare soccorso ai migranti e ad attivare misure adeguate di salvataggio in mare, evitando il ripetersi di ulteriori tragici eventi nel Mediterraneo;
  • Aumento considerevole dei fondi per attuare e rafforzare progetti di sensibilizzazione contro l’immigrazione irregolare e clandestina e strumenti di contrasto alla tratta di esseri umani;
  • Ampliamento dei posti e attivazione di percorsi di accoglienza integrata celeri e certi;
  • Superamento del “regolamento di Dublino III” e libera circolazione dei migranti all’interno dell’Unione europea attraverso un sistema di raccolta di impronte digitali in qualsiasi luogo di arrivo e perfezionamento della richiesta di protezione internazionale in qualsiasi Paese d’Europa affinché i migranti e i richiedenti asilo ottengano una protezione dignitosa ed effettiva, un trattamento equo, diritti legali e benessere personale, vedano garantito l’esercizio dei propri diritti e le richieste d’asilo prese in adeguata considerazione;
  • Rafforzamento della normativa già vigente nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (Convenzione UNCLOS), nella Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 (Convenzione SOLAS) e nella Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare del 1979 (Convenzione SAR) secondo cui si ha “l’obbligo di prestare assistenza a coloro che si trovano in pericolo in mare, senza distinzioni relative alla loro nazionalità, allo status o alle circostanze nelle quali essi vengono trovati” ed a “ […] fornirle le prime cure mediche o di altro genere ed a trasferirla in un luogo sicuro”;
  • Ampliamento delle commissioni territoriali di valutazione affinché l’esame delle richieste di protezione internazionale avvenga entro i tre mesi dal loro arrivo;
  • Realizzazione di un piano mondiale di lotta alla povertà.

Riteniamo inoltre fondamentale il coinvolgimento delle istituzioni competenti in materia ai vari livelli per lavorare tutti insieme allo sviluppo di politiche di immigrazione tese ad agevolare dei processi positivi, condivisi e partecipati che superino il concetto di mera emergenza e riconoscano e restituiscano dignità ai migranti.

Pertanto, chiediamo a gran voce e con tutte le nostre forze di dare risposte concrete, di affrontare il problema non con i soliti interventi di pura emergenza ma di adottare misure politiche coerenti e strutturate, basate su principi di solidarietà e cooperazione in materia di protezione internazionale e immigrazione, che garantiscano la tutela e la promozione dei diritti fondamentali di quanti fuggono dai loro paesi in cerca di una possibilità di sopravvivenza altrove, e invece nel viaggio trovano la morte.

Infine, chiediamo all’Italia di porre al centro dell’agenda politica gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), i nuovi obiettivi globali post 2015 da realizzare entro il 2030, e di incrementare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) mettendo a disposizioni maggiori risorse al fine di accelerare le tappe per portare allo 0,7 la percentuale del prodotto interno lordo (PIL) destinata all’APS.

Fiduciosi in un’attenta valutazione delle nostre considerazioni e istanze, porgiamo distinti saluti,

Paolo Bernabucci,
Presidente Gruppo Umana Solidarietà

Giovanni Lattanzi
Coordinatore nazionale Gruppo Umana Solidarietà

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