domenica, 23 settembre 2018 | 1:12:24

Mondiali Antirazzisti 2012, ovvero “Il calcio come non siamo abituati a vederlo”.

Dimenticatevi i cori da stadio, gli sguardi minacciosi e le partite sospese per violenze sugli spalti. Qui siamo a Castelfranco Emilia, pochi chilometri da Modena, e come ogni anno si disputano i Mondiali Antirazzisti, ospitati in un enorme parco che raduna centinaia di amanti dello sport e della diversità. E’ qui che la competizione si trasforma in sorriso e i vessilli delle squadre sono sostituiti da bandiere della pace e slogan contro ogni forma di discriminazione.

Tre camper sono partiti giovedì 5 Luglio dalla sede del GUS di Macerata con quattordici ospiti e quattro operatori, con tanta voglia di divertirsi, lanciare un  messaggio contro il razzismo e, possibilmente, portare a casa la vittoria.

Dopo una prima giornata di amichevoli con alcune delle tante squadre amatoriali partecipanti, i ragazzi del GUS si sono distinti oggi, venerdì, contro i tedeschi del Trippa United con un sonoro 8 – 0. I nostri ragazzi sembrano aver compreso appieno lo scopo del torneo ed è così che la partita si conclude con un grande abbraccio e una foto di gruppo con quei simpatici tedeschi ormai paonazzi per il troppo sole e forse qualche birra di troppo. Nel primo pomeriggio i nostri ragazzi hanno sconfitto anche una squadra italiana, riscuotendo complimenti per l’ottima partita giocata da parte di tutti i curiosi intervenuti.

Ciò che sorprende è l’armonia che regna in questa manifestazione sportiva ma prima ancora culturale, che presenta un’Italia finalmente diversa da come siamo abituati a leggerla sui giornali e a testimoniare a volte con i nostri occhi. E’ una manifestazione che annulla le distanze e i ruoli sociali. Elimina le categorie ristrette ed esclusive con cui la società viene concepita dai più. Non ci sono professionisti affermati e richiedenti asilo, operatori ed ospiti. Ci si saluta con un sorriso e si chiede il Paese di provenienza, per poi parlare del più e del meno. Siamo tutti uguali nella fila per fare la doccia con un asciugamano e il bagnoschiuma in mano e mangiamo tutti le stesse cose negli stand della manifestazione. E’ un piacere per noi operatori vedere i nostri ragazzi in uno spazio diverso da quello definito dalla quotidianità del progetto in cui sono inseriti. E’ bello vederli sotto una luce diversa, lasciando cadere i nostri ruoli abituali e scoprendo così persone che non avevamo mai davvero conosciuto. Ed è un piacere vedere  come vengano avvicinati da altri ragazzi della loro età per scambiare qualche parola, finalmente liberi da categorizzazioni e discriminazioni, ma anche da inopportuni pietismi confezionati per l’occasione. Insomma, è un’esperienza che si meritavano davvero. Ora aspettano solo i prossimi incontri calcistici, con l’impazienza di chi ha già aspettato molto e vuole solo arrivare in finale.

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