2:11:26 23 giugno 2017
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Una mostra interattiva, un gruppo di animatori appassionati, il racconto di una tratta migrante

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Una mostra interattiva, un gruppo di animatori appassionati, il racconto di una tratta migrante e uno spazio storico a Macerata. “Per dare la possibilità a tutti di vivere un viaggio diverso dagli altri”

“Rotte Migranti – Un viaggio diverso dagli altri” è approdato agli Antichi Forni di Macerata il 1 agosto all’interno della Notte dell’Opera 2013, dedicata quest’anno all’abbattimento di tutti i muri ispirandosi alla trama del “Trovatore”. L’associazione GUS Gruppo Umana Solidarietà “G.Puletti” – che quest’anno compie 20 anni – è riuscita a portare nella sua Macerata, per la seconda volta, la mostra-gioco di ruolo scritta e prodotta dall’associazione romana CIES Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo.

logo_rotte_migrantiAttraverso la realizzazione di un gioco di ruolo, i partecipanti hanno potuto “vivere sulla propria pelle” alcune situazioni legate ai fenomeni migratori: la tratta degli esseri umani, in particolare minori, la realtà dei migranti economici sfruttati nel lavoro nero, la condizione dei richiedenti asilo.

La mostra è stata allestita ricostruendo diversi spazi con scenografie, video e suoni, all’interno dei quali i visitatori si sono mossi simulando il viaggio di tre migranti immedesimandosi nelle storie di un etiope richiedente asilo, di una minore non accompagnata albanese e di un pakistano immigrato per ragioni economiche.

“E’ accaduto qualcosa di magnifico l’altra sera a Macerata. C’erano in giro così tante persone che sembrava di stare in una Rimini in collina; anche Rotte Migranti ha riscosso un enorme successo di pubblico e applausi grazie a coloro che hanno scelto di dedicare 45 minuti a questi ragazzi molto bravi”. Ci è sembrato molto soddisfatto il responsabile della mostra – operatore sociale GUS Marco Burini, classe ’85, una laurea proprio a Macerata in Scienze Politiche e appassionato di teatro. “Ringrazio tutti gli operatori del GUS che l’anno scorso ci hanno dato la possibilità di realizzare Rotte Migranti e, in particolar modo, le ideatrici Irene e Valentina del CIES che ci hanno formato a dovere” aggiunge Burini. Da sottolineare il fatto che il tutto si è realizzato a costo zero. Com’è stato possibile? Innanzitutto grazie alla stretta collaborazione tra le due associazioni: la capitolina ha prestato gratuitamente tutto il materiale della mostra; il GUS ha dato l’appoggio pieno ai loro operatori. Ma soprattutto grazie agli animatori che hanno accolto con entusiasmo e senza compenso la proposta di andare in scena.

Brevi cenni di quanto accaduto

Dalla cima della Piaggia della Torre si scorgevano alle 21 gli stessi animatori che fermavano i passanti invitandoli a prender parte alla prima rappresentazione. Purtroppo era troppo a ridosso dell’ora della cena e si sa che gli italiani, d’estate, preferiscono sedersi tardi e a tavola.

21.45, 22.30 e 23.15 gli orari dell’effettiva messa in scena. Noi siamo stati sempre al fianco del gruppo di animatori formato da Giovanna, Ekram, Marco, Valerio, Giuditta, Edoardo, Diego, Mirosa, Meri e Cristiana.

Inizio della prima rappresentazione. L’accoglienza di Meri e Cristiana dà inizio allo spettacolo. Il tempo di spiegare come e perché, poi subito un tuffo nel profondo del gioco. Ad alcuni il compito di impersonare Argaw, etiope medico in fuga dal proprio paese. Per altri il caso ha voluto che Pranvera, giovane albanese in cerca di fortuna in Italia, fosse il loro nuovo nome. Infine il Pakistan, per certi altri, è diventato la patria dalla quale scappare per cercare lavoro.

Si entra nella zona mare. Si sentono delle urla in lingua straniera: sono i due scafisti Serpico e Bashir. Li intercettiamo alla fine della prima rappresentazione: sembrano arrabbiati ma allo stesso tempo felici del loro operato. “La crisi si fa sentire, sempre più genti decidono di emigrare; a noi il dovere di regalare la possibilità di traversare il mare. Non capisco perché la Polizia ci perseguita; siamo i capri espiatori di tutta la faccenda. Per cosa poi? Per 1000 € a persona? Mah!!!” inizia Serpico alias Giovanna. “Se non ci fossimo noi, le speranze di queste persone cadrebbero tutte in mare; pensate che il viaggio sia una passeggiata di salute??? Lo scafista rischia sulla propria pelle, lo scafista è tuo amico, lo scafista ti salva”. Puntualizza Bashir alias Ekram, giovane afghano ex beneficiario del progetto SPRAR del GUS di Macerata che si è messo in gioco con le sue doti attoriali.

Torniamo al percorso. Dopo la simulazione del viaggio, etiopi, albanesi e pakistani vengono lasciati al loro destino in Italia: catturati dalla Polizia, intercettate da una sfruttatrice di origine russa e presi in custodia da un pappone romano, rispettivamente. Gli etiopi entrano in Questura dove due agenti della Polizia di Stato sono pronti a porre delle domande sul perché e sul come siano entrati nel nostro Paese così facilmente. “Certo che sti immigrati non hanno capito che non siamo accoglienti. Abbiamo disposizioni dal governo centrale ad essere duri con loro, per fargli capire chi è che comanda qua” esordisce il poliziotto cattivo alias Valerio, testa rasata e pizzetto che fanno di lui un funzionario severo e intransigente. “A me farebbero anche pena. Questi poveri pakistani, etiopi, albanesi…capisco che non è colpa loro. Sicuramente all’inizio del viaggio c’è qualcuno che li fomenta e racconta storie sull’Italia come paese dei balocchi e della speranza. Ma non è qui che trovano accoglienza facile: le istituzioni non ci supportano a dovere, le associazioni di volontariato se ne approfittano, tutti vogliono lucrare su loro. Però devo dire che i più farabutti sono gli sfruttatori” conclude la poliziotta buona alias Giuditta.

Gli sfruttatori per l’appunto. Li incontriamo alla fine della loro performance. Vasco alias Marco ha un accento romano, fatto apposta per la situazione e Irina alias Mirosa, fa la parte di quella che assolda ragazze per farle lavorare per strada, zona stazione Termini. I tre gruppi di stranieri devono provare le varie opportunità di lavoro: lavavetri, vendita rose e manovali edili per gli uomini, prostitute per le ragazze.

“Questi sono bravi ragazzi, forti e vogliosi di lavorare. Certo, qualche volta mi capita uno stronzo che mi sputtana e che lo rispedirei a casa a calci in culo. Se si comportano bene gli fornisco casa e lavoro. Certo non è che qua è il paradiso. Una casa-catapecchia ti costa 300€ al mese e col lavoro che offro puoi guadagnare massimo 3 € all’ora. Il primo mese i soldi li prendo tutti io. Poi chi lavora bene viene assunto” commenta il romano.

Irina è ugualmente lamentosa del fatto che queste ragazze non si danno abbastanza da fare. “Queste arrivano qua e pensano di trovare il lavoro della vita già dal primo giorno. Io cerco di educarle e farle capire quant’è dura l’integrazione qui. Anche io ci sono passata. Ho dovuto sudare un anno, due per ritagliarmi il mio spazio, la mia dignità. Ma si sgobba al principio, testa bassa e sorriso sempre pronto”.

Concludiamo poi il giro con la piazza, dove ad attendere i partecipanti alla fine del gioco di ruolo c’è Edoardo, giovane educatore laureando in psicologia che facilita il processo di uscita dal personaggio e conduce la riflessione sui concetti veicolati. Non abbiamo potuto intercettare qualche partecipante. Però abbiamo chiesto a lui cosa ha riscontrato dalle discussioni fatte, quale particolare è emerso per lo più. “Sembra che la sensazione comune è quella dell’angoscia e della paura. Bravi gli animatori a trovare la chiave giusta per rendere realistica al massimo la situazione. In generale le varie genti, di età disparate, si sono chieste cosa si potrebbe fare da italiani per migliorare le cose”.

La speranza è quella di riuscire a portare in maniera costante la mostra a Macerata. Progetti, scuole ed eventi potrebbero dare visibilità a “Rotte Migranti”. L’appoggio del CIES di Roma a livello informale c’è. Concretizzando il patto, il GUS potrebbe candidarsi come attore di primo livello per gli spettacoli artistici a favore della sensibilizzazione al tema dei migranti sul territorio di Macerata.

Guarda il video!

 

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