sabato, 16 dicembre 2017 | 6:17:46

Addio allo scrittore e giornalista Alessandro Leogrande, amico del GUS con uno sguardo attento sul tema delle migrazioni

Alessandro Leogrande GUS

“È di venerdì l’ultimo scambio di mail tra noi, per programmare la presentazione del suo ultimo libro in Albania. Non riesco a crederci”. Sono le parole del Coordinatore nazionale del GUS Giovanni Lattanzi che esprime tutto il suo dolore e il suo smarrimento per la scomparsa improvvisa dello scrittore Alessandro Leogrande, vicedirettore di Lo Straniero, la rivista diretta da Goffredo Fofi, collaboratore del Corriere del Mezzogiorno e Rai Radio 3. Era conosciuto soprattutto per le sue pubblicazioni sul caporalato dove raccontavano la vita dei migranti nel Sud Italia, a favore dei loro diritti e della loro integrazione.

Alessandro_Leogrande_Illustrazione_Gianluca_Costantini_Big“Assieme ai ragazzi del Servizio Civile del GUS in Albania che Alessandro aveva conosciuto qualche mese fa in occasione della manifestazione dello Ius soli (in foto), volevamo presentare il suo ultimo libro ‘La frontiera’. Lo faremo lo stesso, ricordando il suo impegno sociale e la sua passione per l’Albania”, aggiunge Lattanzi.

Il GUS Gruppo Umana Solidarietà si unisce al dolore di quelli che hanno conosciuto Leogrande, scrittore capace di unire la sua passione civile alla sua attività di scrivere e di raccontare. Come scrive il padre Stefano, “era la gioia, che entrando in casa, ci coinvolgeva e travolgeva, roboante e trascinante. Ma era anche il lavoro fatto bene, analitico e profondo, tutto alla ricerca della verità. Ed era anche la denuncia fatta con lo stile dell’annuncio, che, nonostante tutto, un mondo migliore, è ancora possibile”.

Alessandro Leogrande ha scritto reportage narrativi sulle nuove mafie, sulle migrazioni contemporanee, sui movimenti di protesta e lo sfruttamento dei braccianti stranieri nelle campagne italiane. Negli ultimi mesi era stato in Argentina per lavorare ad una ricostruzione storica sulle dittature militari degli ultimi cinquanta anni.

Tra i suoi libri: “Un mare nascosto” (2000), storia che si svolge nella città di Taranto, cui seguono, “Uomini e caporali” (2008), dedicato al primo processo contro la schiavitù dei lavoratori nei campi pugliesi, “Il Naufragio. Morte nel Mediterraneo” (2011) sulla tragedia dell’immigrazione albanese davanti alla costa pugliese a bordo della Kater i Rades. Con quest’ultimo aveva vinto il Premio Ryszard Kapuściński e il Premio Paolo Volponi. Poi ancora “Fumo sulla città” (2013) e “La Frontiera” (2015).

Proprio quest’ultimo voleva presentarlo insieme al GUS in Albania. Alessandro non ci sarà, ma le sue parole e la sua energia resteranno con noi.

Illustrazione di Gianluca Costantini 

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