martedì, 16 ottobre 2018 | 2:00:57

Concord Italia: l’Europa che vogliamo. Una “nuova narrativa” sul futuro dell’area mediterranea

concord_italiaMartedì 15 luglio, dalle 10 alle 13, a Firenze, presso Le Murate – Sala Anci, in piazza Madonna della Neve, verrà presentato con le altre Piattaforme del Sud Europa di CONCORD un primo documento di lavoro sulla cooperazione euro mediterranea e la migrazione, dal titolo: For a New Narrative on Mediterranean future: a perspective from Southern Europe on the Euro-Med area. An open dialogue with the stakeholders. L’evento aprirà il programma di attività inserito nell’ambito del progetto More and Better Europe, cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero degli Affari Esteri.

Le piattaforme delle ONG aderenti a CONCORD del Sud Europa (Cipro, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna) propongono una “nuova narrativa” sul futuro dell’area mediterranea, chiamando l’Unione europea ad una nuova responsabilità e alla revisione delle sue politiche, attualmente del tutto inadeguate ad affrontare le crisi in atto.

Francesco Petrelli, portavoce di CONCORD Italia, dichiara: “Il rilancio di una nuova stagione di integrazione e di cooperazione della regione euro mediterranea è una delle sfide che sono di fronte all’Europa e le sue politiche, in coerenza con i suoi valori e principi costitutivi di pace e democrazia, ma anche per realizzare in modo lungimirante i suoi interessi attraverso una politica di sicurezza comune e cooperazione sociale ed economica”.

L’approccio delle “3M” (Money, Market and Mobility) deve essere trasformato in quello delle “3D”: Democracy, Decent Work and sustainable Development. È urgente un salto in avanti verso un approccio allo sviluppo basato sui diritti umani, che freni le ondate di nazionalismo e xenofobia che erodono lo stesso ideale di un’Europa unita.BarrosoWordCloud

Tra le raccomandazioni nel documento elaborato dalle piattaforme del Sud Europa, ricordiamo che:

  • sulle migrazioni, le ONG chiedono di stabilire a livello europeo meccanismi in grado di assicurare rispetto dei diritti umani e protezione dei richiedenti asilo, di creare nuovi corridoi umanitari ed elaborare politiche coerenti in tutta Europa sul diritto d’asilo;
  • le politiche di aiuto allo sviluppo non devono essere utilizzate con la finalità di controllare i flussi migratori, ma per favorire invece lo sviluppo umano e come deterrente contro gli esodi forzati;
  • le ONG chiedono di dare priorità alle politiche di cooperazione territoriale basate sui rapporti tra comunità e territori fra Nord e Sud del Mediterraneo grazie al prezioso lavoro di collegamento delle Autorità Locali; di sostenere i programmi di integrazione giovanile, e stabilire misure che incoraggino le economie locali;
  • combattere la discriminazione in tutte le sue forme e in particolare quella delle donne;
  • le politiche di genere dovrebbero essere parte integrante dei programmi e delle politiche di vicinato promosse dall’UE.

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, che introdurrà l’evento, ha dichiarato: “Da anni si discute sulla cooperazione euromediterranea, lanciando gradi programmi (come fu il partenariato fra UE e 12 paesi della sponda sud lanciato nel 1995 con la Dichiarazione di Barcellona) e indicando, lungo questa frontiera, il destino dell’Europa. Risultati spesso deludenti. Anche in occasione di crisi laceranti, come quella dei profughi o della “primavera” araba. La realtà dimostra – ha continuato Rossi – che una cooperazione tutta concentrata su relazioni e iniziative politiche promosse dagli Stati risulta troppo condizionata dagli equilibri politici globali. Invece, la cooperazione fra i governi, le comunità e le società civili locali hanno avvicinato le due sponde del Mediterraneo e prodotto, in questi anni, risultati concreti. Per la Toscana ricordo il modello di accoglienza dei profughi a seguito delle “primavere” arabe; l’attività di cooperazione che da anni abbiamo sviluppato con molte città e province di Tunisia, Marocco, Israele, Palestina. Una cooperazione sostenuta dal basso può costituire un processo di rifondazione dell’identità europea, basata più sul dialogo, le culture, la solidarietà che non sugli aridi parametri finanziari: un Patto di Solidarietà per avvicinare i popoli del Mediterraneo e mitigare lo spietato Patto di Stabilità”.

(Fonte Concord Italia)

Per informazioni: info@concorditalia.org

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