Dalla parte di Daby e Sekou e del Centro sociale Ex Canapificio di Caserta. Senza però

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Il GUS è con Daby e Sekou, senza “Però”. I due ragazzi feriti lunedì scorso a Caserta da tre italiani che li avrebbero colpiti dall’interno della loro auto con una pistola ad aria compressa al grido “Salvini Salvini”, sono entrambi beneficiari del progetto Sprar del comune di Caserta gestito dal Centro sociale Ex Canapificio, dalla Comunità Rut delle Suore Orsoline e dalla Caritas.

Il presidente del GUS Gruppo Umana Solidarietà Paolo Bernabucci si è messo in contatto con i coordinatori del progetto Sprar esprimendo la vicinanza di tutta l’associazione per l’assurdo episodio di violenza che poteva avere conseguenze più gravi: uno di loro è stato colpito in modo lieve al torace, mentre l’altro non è stato fortunatamente raggiunto dai colpi.

Daby e Sekou sono arrivati in Italia più di due anni fa dal Mali, un paese distrutto da guerre, povertà e siccità e come i migranti di Macerata colpiti nel febbraio scorso sono stati vittime del tiro a bersaglio solo perché hanno la pelle nera. Un episodio da condannare senza se e senza “però”.

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