martedì, 16 ottobre 2018 | 1:53:46

Lattanzi (COCIS): 27 anni di attesa per una legge che rilanci la cooperazione. Adesso il Senato approvi in tempi rapidi.

cooperazione-internazionale5Per far fronte ai rapidi cambiamenti sociali e culturali avvenuti negli ultimi anni, sia in Italia che a livello globale, una legge di quasi 30 anni fa non avrebbe potuto soddisfare e rispondere a bisogni ed esigenze nuove. Una nuova legge sulla cooperazione, al passo con i tempi, rispondente alla realtà di oggi ed in grado di affrontare le sfide attuali, è necessaria. Ed ora il Senato non ci faccia ancora attendere e l’approvi in tempi rapidi.

Si esce finalmente dalla logica del mero aiuto e dell’assistenzialismo – dichiara Giovanni Lattanzi, Presidente del COCIS – e si concretizza invece il concetto di partenariato con le realtà e i soggetti che operano nei Paesi in Via di Sviluppo, concetto che le ONG da tempo di fatto già mettono in pratica e viene rafforzata la partnership tra profit e no-profit.

Siamo soddisfatti del nuovo impianto legislativo – continua Lattanzi – e riteniamo che l’attuale legge metta al centro della politica estera italiana e rilanci la cooperazione allo sviluppo che per anni è stata un’attività relegata agli ultimi posti dell’agenda politica.

Siamo inoltre convinti che sempre più la cooperazione debba essere attore principale nella mediazione internazionale dei conflitti al fine di garantire la tutela dei diritti umani e impedire il propagarsi di devastanti e sanguinose guerre.

Con questa legge l’Italia avrà un ruolo da protagonista in Europa e potrà essere più incisiva nelle decisioni delle politiche europee della cooperazione allo sviluppo.

Auspichiamo inoltre che la nuova legge – conclude Lattanzi – nel rafforzare il dialogo politico e una più stretta cooperazione con i paesi terzi, affronti e gestisca in modo più coerente il legame tra il fenomeno migratorio e le politiche di sviluppo. Le questioni migratorie non possono essere slegate dallo sviluppo, ma vanno pienamente integrate nella cooperazione e va sostenuto il loro legame virtuoso al fine di valorizzare il ruolo della migrazione sia nei paesi di arrivo che di origine, quale fattore di crescita socio-economica. Ci auguriamo che la nuova legge vada in questa direzione e aumenti il coordinamento, le sinergie e la coerenza tra le politiche di sviluppo e quelle migratorie.

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