sabato, 21 ottobre 2017 | 12:20:52

Ore 3 e 36: a un anno al terremoto del 24 agosto

Ore 3:36 Terremoto Centro Italia

Ore 3 e 36 del 24 agosto 2016, il boato, il buio, il crollo. Poi il vuoto, la polvere, le urla. Questo è il filo rosso che lega tutti i ricordi di chi in una manciata di secondi quella notte si è trovato senza più nulla ad Arquata del Tronto e nelle frazioni vicine, oltre che nei comuni dell’Alto maceratese.

È passato un anno da quel 24 agosto e di storie, lacrime e racconti spezzettati ne abbiamo ascoltati tanti, e molti di questi abbiamo provato a cucirli tra loro nei Centri di ascolto che abbiamo allestito immediatamente nelle vicinanze delle zone terremotate dell’ascolano, ad Arquata del Tronto e successivamente a San Benedetto del Tronto e dell’Alto maceratese, a Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e San Ginesio. Quasi a voler rimettere a posto i pezzi di queste vite spezzate dalle violente scosse che si sono succedute nei mesi successivi. Devastanti quelle di fine ottobre e di metà gennaio, che gli operatori GUS hanno vissuto accanto alle famiglie sfollate, ogni giorno più sconfortate da un incubo senza fine.

Forti dell’esperienza dei Centri di ascolto maturata in emergenze simili che hanno colpito le Marche e l’Umbria nel 1997, il Molise nel 2002 e L’Aquila nel 2009, ci siamo messi a disposizione dei sindaci dei Comuni interessati e dell’ASUR regionale con la nostra professionalità e con la competenza di psicologi e operatori, per lenire le ferite morali, più invisibili e difficili da rimarginare. In emergenze come queste è forte il pericolo dell’isolamento e della disgregazione, è quindi importante realizzare attività volte a facilitare le relazioni umane. L’ascolto, la condivisione delle esperienze e la vicinanza fisica sono essenziali, come i beni di prima necessità.

Parallelamente a questo abbiamo svolto un ruolo di raccordo con le altre realtà del Terzo settore che hanno voluto contribuire al sostegno e alla ricostruzione del tessuto sociale e produttivo. La Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, nostro partner ormai storico, e Oxfam sono intervenuti immediatamente a supportare le nostre attività nelle aree terremotate.

Specchio dei Tempi ha poi finanziato i container, moduli attrezzati di supporto alle attività degli allevatori, vessati per tutto l’inverno da continue scosse di terremoto oltre che dalla pesante nevicata del gennaio scorso. Oltre alla fondazione torinese, anche la Fondazione De Agostini ha contribuito all’installazione di ulteriori moduli nella vallata del Tronto, mentre con la Ong World Vision abbiamo finanziato attrezzature per le scuole dell’alto maceratese.

È stato un anno difficile, ma non abbiamo mollato nemmeno un attimo le zone colpite dal terremoto e i centri sulla costa adriatica dove sono state destinate le famiglie sfollate. E mentre si continua a morire di terremoto in modo assurdo e inconcepibile come accaduto in questi giorni a Ischia, gli operatori con le pettorine GUS sono ancora oggi a San Ginesio e all’ex Scuola Curzi di San Benedetto del Tronto, così come al Camping Holiday di Porto Sant’Elpidio, e resteranno lì finché l’emergenza non cesserà.

Restiamo accanto alle persone che abbiamo conosciuto in questi lunghissimi dodici mesi, persone che hanno ripreso la loro vita in mano con coraggio e con tutte le loro forze, per ricominciare e ritornare a sperare. Restiamo con loro. Stiamo ancora dalla loro parte.

E proprio da oggi torniamo a trovarli e a ripercorrere questo anno con loro. Raccoglieremo le loro testimonianze in un diario di viaggio che abbiamo voluto chiamiare “Ore 3 e 36” http://ore3e36.tumblr.com, proprio come l’ora da cui tutto questo è iniziato.

Non dimentichiamola mai. Non dimentichiamoli mai.

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