22:44:20 26 maggio 2017
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Pronti, partenza e via…

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Pronti, partenza e via… 28 Febbraio è la fatidica partenza per lo Sri Lanka.

Quattro volontarie elettrizzate prendono il primo aereo da Roma, direzione Colombo. Le emozioni sono contrastanti e dopo un pit stop a Dubai per incontrare Barbara, cambiare aereo e spendere 6€ per un caffè, si sale sull’ultimo Boeing.

13.30 ora locale: arrivo a Colombo.

La prima boccata d’aria ci fa subito catapultare in una serra tropicale invasa da coccodrilli che in realtà, sono tuk tuk.  L’impatto è forte, il caldo non scherza. I primi giorni, un po’ senza forze, un po’ disorientate, passano tra uno spostamento e l’altro.

Arriviamo finalmente, martedì 1 Marzo (dopo la prima notte a Colombo), a Panadura.

Qui, una famiglia incredibile, composta dal papà Lalith, la mamma Samcy e la figlia di nove anni Oshini, ci accoglie a braccia aperte nella loro casa.  L’affetto e la tenerezza che ci trasmettono sono speciali; più i giorni passano, più la timidezza scompare. Già dopo una settimana s’instaura un rapporto di scambio, calore e intesa.

In casa non ci manca niente: la tavola è sempre imbandita di ottimo cibo, forse un po’ troppo piccante inizialmente ma gradualmente, il fuoco diminuisce o semplicemente il palato se ne fa una ragione!!

Poi, per una sera la cucina è nostra. Con uno scambio culturale decidiamo di preparare una cena all’italiana.

Due piccoli fornelli a gas, quattro pietanze da elaborare, molti ingredienti mancanti, ma tanta creatività… e il gioco è fatto:

Prima portata: Risotto con zucchini;

Seguito da: Verdure in pastella e calamari “rivisitati”;

E per finire: crema pasticcera servita su un composto di banana spappolata!

……………………Una Bontà!!!!!!

Come tutti i giorni, però, anche la mattina successiva al cenone sveglia alle 7.30 per il corso di Sinhala.

Il caos della città di Panadura è stordente già alle 8.00 di mattina. Dopo i primi giorni, rintontite dal continuo clacson delle macchine, capiamo che è solamente il loro modo per segnalare il sorpasso… Ci siamo arrese: “Le frecce sono solo per bellezza”.

Salire sui pullman invece è un’altra avventura, e se ti trovi sull’ora di punta… per uscire devi trasformarti in una scimmia!

Finalmente arriviamo al corso, e lì inizia il vero delirio: quattro ore consecutive di Sinhala, una lingua senza regole fatta solo di eccezioni,  una prof stravagante e cinque alunne dedicate…… sarà la giusta alchimia?

AYUBOWAN!!!

Per ora è tutto, o almeno una piccola parte della nostra incredibile avventura Srilankese.

See you soon

Le Sunflowers!