10:50:48 24 giugno 2017
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Progetto “Sport senza confini” 2015/’16

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Un gran finale col Bubble Football, nessun vincitore ma tanti sorrisi e premi per tutti, una splendida festa di sport alla palestra “Stefano Filonzi” ; si è concluso così il progetto “Sport Senza Confini – Inclusione ed Intercultura 2015/16″, che ci ha visto ideatori e protagonisti insieme all’I.T.S. Pietro Cuppari di Jesi ed alla Polisportiva antirazzista Ackapawa di Jesi di un’attività sportiva e didattica, che dall’ottobre scorso ha coinvolto le classi 4e e 5e dell’ Istituto Cuppari, insieme ai migranti richiedenti asilo del GUS Jesi – Emergenza Prefettura e dello SPRAR Jesi.

Tutto è nato dalla domanda  “Cosa pensano i nostri studenti medi delle migrazioni forzate, cosa sanno dell’odissea che tanti migranti vivono sulla propria pelle tentando di salvarsi da un presente apparentemente senza futuro?”.  Ecco Sport Senza Confini.

Siamo partiti da una serie di triangolari di calcetto con la partecipazione di 9 squadre, otto formate dalle classi del Cuppari ed una formata da ragazzi richiedenti asilo beneficiari del GUS e della Polisportiva Ackapawa.

La particolarità “tecnica” di questi mini tornei  è stata il continuo mescolarsi delle squadre, visto che i ragazzi del team a riposo fornivano da regolamento giocatori alle squadre in quel momento in campo.

Parallelamente all’attività prettamente sportiva ma dal forte impatto inclusivo, si sono svolti nelle ore di assemblea delle classi dei laboratori didattici nei quali studentesse e studenti dell’ Istituto hanno potuto capire attraverso l’esperienza diretta le dinamiche fisiche e psicologiche che tante donne e tanti uomini devono affrontare quotidianamente per salvarsi la vita.

Oltre alla nostra grande soddisfazione, di tutti gli operatori e le operatrici del GUS, è doveroso registrare le bellissime parole che i docenti della scuola Cuppari hanno avuto per questo progetto : “E’ stata una rivelazione, i tornei di calcetto hanno avvicinato i ragazzi e li hanno fatti conoscere. Il prossimo anno già pensiamo di ripetere, magari facendo anche tornei di volley con squadre miste, di maschi e femmine.”

I laboratori poi, con le testimonianze dirette dei rifugiati, sono stati momenti importanti per i racconti ascoltati, ma anche per esperienze concrete come quello che abbiamo chiamato “ gioco della frontiera” : chi usciva dall’aula in un primo momento, rientrava e si ritrovava sottoposto ad un fuoco di fila di domande, simulazioni di perquisizioni, richieste. Tutto in forma naturalmente molto leggera, come pure i racconti dei ragazzi migranti, ma anche così di grande impatto per chi si è ritrovato a contatto con una realtà cosi distante dalla propria.

Parlando delle attività didattiche, i docenti rivelano: “Per molti studenti scoprire l’esistenza e venire a sapere cosa accade quotidianamente in paesi di cui a malapena avevano sin lì sentito il nome, ascoltare chi ha impiegato mesi e superato innumerevoli pericoli per venire in Italia, conoscere chi li accoglie nel nostro paese, è stato importante, in qualche caso sconvolgente.”

La domanda più ricorrente rivolta dagli studenti e dalle studentesse ai ragazzi del GUS era sulle loro famiglie. Su perché e come riuscissero a stare così lontani tra loro, spesso senza avere anche per molto tempo notizie.

Noi operatori GUS vogliamo davvero ringraziare di cuore i docenti del Cuppari che tanto ci hanno aiutato per la riuscita di questo progetto : gli insegnanti di scienze motorie Marina Di Marino e Fabio Marchetti, ed insieme a loro l’insegnante di religione Michele Contadini.

Registriamo anche la soddisfazione del dirigente dell’ I.T.S. Cuppari Katia Mastantuono : “ La scuola ha il compito di allenare le nuove generazioni ad una società non semplice, dove molti sono i cambiamenti. Abituarsi alla diversità, conoscersi a partire dalla leggerezza dell’ approccio sportivo è una soluzione intelligente per una questione molto complessa.”

Un progetto che ha davvero colto nel segno dunque, e che sicuramente vedrà un prosieguo nelle prossime stagioni sempre più arricchito.

Ringraziamo anche i ragazzi della Polisportiva Ackapawa che hanno gestito il settore sportivo di Sport Senza Confini, e un grande grazie anche all’assessore allo sport del comune di Jesi Ugo Coltorti, intervenuto nell’ultima giornata, premiando tutte le squadre e tutti i ragazzi e le ragazze che hanno dato vita a questo progetto , e alla esibizione finale di Bubble Football.

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